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22 Settembre 2021 | 3 min

Trovare lavoro nel 2021: quello che molti non sanno

Il mondo del lavoro è cambiato drasticamente negli ultimi anni, se prima bastava possedere qualche competenza richiesta dall’offerta di lavoro trovata sul giornale e, inviando il curriculum cartaceo dopo un colloquio, si era assunti, al giorno d’oggi le cose stanno molto diversamente.

Ma allora, è possibile trovare lavoro nel 2021?

La situazione attuale del mercato del lavoro

Non c’è lavoro”, “cercano solo i plurilaureati”, “sono troppo giovane e inesperto”, “sono troppo vecchio”: ognuno ha la sua frase che continua a ripetersi come conseguenza di non riuscire a trovare un impiego, ma spesso queste lamentele sono vuote.

La condizione particolare in cui ci troviamo, ma soprattutto, l’aumento di complessità dei vari settori della conoscenza, e quindi, del mercato del lavoro che ne deriva, rende sicuramente le cose più sfidanti, ma non per questo impossibili.

Se da un lato c’è stato un innegabile cambiamento dell’economia che, rispetto al ‘900, ha posto maggiori barriere all’ingresso per esercitare una professione, dall’altro non significa che non ci sia lavoro in assoluto, ma le condizioni per poter essere assunti sono molto cambiate.

Se un tempo, la ricerca del lavoro, era all’insegna della passività e dell’attesa: inviare il CV per diverse posizioni aperte, attendere una risposta ed essere inseriti, ad oggi, la ricerca deve essere all’insegna della parola opposta: proattività.

Trovare lavoro richiede di essere proattivi

La proattività consiste nel non limitarsi ad aspettare che qualcosa arrivi, bensì, andarsela a prendere. Nel tema qui trattato, ovviamente, non significa attivarsi per estorcere un “Sì” all’HR manager di turno, ma portare avanti delle buone abitudini che ripetute nel tempo, ci fanno diventare dei lavoratori all’altezza di essere assunti prima, e degli ottimi e ricercati lavoratori poi.

  • nell’era del mondo connesso, imparare a comunicare alle persone chi si è e cosa si fa è fondamentale per distinguersi e affermarsi tra mille voci. Questa attività, va a braccetto con il personal branding, un tema importantissimo di cui abbiamo parlato in un articolo apposito in quanto, non ci si può esimere di portare avanti nel 2021
  • dal primo punto, deriva il secondo: come si può fare personal branding comunicando al meglio in modo che sempre più persone entrino in contatto con noi? sfruttando i social network, in particolare LinkedIn.
  • una parte fondamentale del personal branding è la creazione di un network, ovvero una rete professionale di persone con cui scambiare pareri e da cui trarre reciproco vantaggio lavorativo e personale. è un argomento a sé stante a cui abbiamo dedicato un altro articolo.
  • sull’onda della proattività e del mostrarsi online, fondamentale è dimostrare di saper fare e di avere quel qualcosa in più che ci distingue dagli altri: condividere contenuti di valore, mostrare i propri interessi e ciò che si sta approfondendo, commentare i post e i forum. Online è semplicissimo trovare blog che spiegano ogni dettaglio su come utilizzare in modo LinkedIn.
  • i social, tuttavia, non sono l’unico modo per farsi conoscere e rendersi appetibili alle aziende e al pubblico in generale: esistono ormai moltissimi mezzi con cui possiamo condividere ciò che conosciamo (e non servono grandi competenze digitali per arrivarci, seppur quelle, è sempre consigliato svilupparle): creare degli articoli per il proprio blog, tenere un podcast o un canale Youtube, questo significa mostrare dei reali progetti e non solo il CV.
  • coltivando il network, curando i profili social condividendo progetti e contenuti si viene a creare una vera e propria reputazione da rendere il più credibile e coerente possibile, se si fanno le cose in modo corretto e costante.
  • da ultimo, ma non meno importante, anzi: continuare a formarsi. Solo su questo argomento si potrebbero dedicare tre articoli, è la base per il mondo di oggi e del domani ed è stato inserito volutamente per ultimo poiché, senza di esso, tutti i punti precedenti non hanno un senso. Essere un life-long learner, ovvero qualcuno che durante tutto il corso della vita non smette mai di imparare, leggere, approfondire, essere curioso e implementare skills, è il vero game changer. In un mondo così complesso e veloce, le competenze diventano presto obsolete, ed è impossibile continuare ad essere employable se non si continua ad aggiornarsi, e questo vale sia per le hard skills che le soft skills. (se desideri un approfondimento su queste ultime, abbiamo scritto un articolo a riguardo).
  • bonus: andando oltre l’essere assunti e divenire fondamentali per una realtà, bisogna possedere 2 caratteristiche di cui abbiamo parlato in questo articologrowth mindset e imprenditività.

Ci si deve impegnare? sì, molto. Di sicuro non è un mondo adatto ai pigri e a chi attende che le cose gli piovano addosso. 

Bisogna metterci del proprio per distinguersi dalla massa e trovare lavoro perchè si ha qualcosa in più e ci si impegna a parità di altre condizioni: come fa un’azienda a scegliere tra me e altri 10 candidati professionalmente identici che come me hanno preso soltanto una laurea nella stessa facoltà? se dovesse arrivare un undicesimo che oltre alla laurea ha persino curato per anni un proprio progetto online che dimostra le sue competenze, assumerà lui.

Le opportunità sono tantissime, e i posti di lavoro ci sono, è che molto spesso, si possiedono le competenze “sbagliate” o poco approfondite, basti pensare che per il solo settore IT mancano ben 10 mila tecnici sviluppatori dichiarati introvabili dalle aziende italiane, (e non è l’unico settore in carenza di personale), ma su questo argomento, si potrebbe scrivere un altro intero articolo.

Per questo e altre piccole sul mondo del lavoro, università e skills, visita il blog di Steps!

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