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6 Agosto 2021 | 3 min

Soft skills: quali sono quelle del futuro

Le soft skills sono ormai sulla bocca di tutti quelli che sono minimamente coinvolti nel mondo del lavoro e dovrebbero esserlo sempre di più anche per chi, al mondo del lavoro, si sta appena approcciando.

Ma cosa sono e quali sono quelle indispensabili per il futuro?

Cosa sono le soft skills

Le soft skills, tradotte in italiano con competenze trasversali, per distinguerle dal loro opposto ovvero le hard, sono quell’insieme di abilità interpersonali e comunicative, legate al bagaglio esperienziale della persona e che la distinguono dalle altre a parità di competenze tecniche.

A differenza delle hard skills che possono essere certificate e allo stesso tempo richiedono esercizio specifico (formazione, corsi, lauree), le soft skills non sono propriamente “insegnabili” e non si apprendono durante un percorso accademico-professionale standard, bensì, si coltivano, affrontando gli eventi quotidiani ed interagendo con le persone

Com’è possibile intuire, una differenza importante tra hard skills e le soft skills è proprio la difficoltà nel quantificare e verificare quest’ultime, le quali, andrebbero evinte tramite l’analisi delle esperienze vissute e il comportamento di una persona in diversi contesti. 

Perché sono importanti e come ci aiuteranno in futuro

In un mondo sempre più complesso e veloce, dove le competenze tecniche diventano presto obsolete richiedendo un continuo aggiornamento, le soft skills sono quelle che ci possono “tenere a galla” impedendo di essere completamente rimpiazzati dalle macchine, poiché, sono quelle che ci rendono umani

In un futuro tutt’altro che distante, l’AI sarà in grado di svolgere la maggior parte delle mansioni che ad oggi vengono ancora svolte da essere umani, ben 85 milioni di lavori soppiantati, secondo un report del World Economic Forum.

E allora, cosa ci resta da fare?

La buona notizia, tuttavia, è che 97 milioni di nuove posizioni lavorative emergeranno per ben adattarsi al binomio uomo-macchina, sarà però necessario effettuare un upskilling e reskilling, rispettivamente: l’apprendimento nuove abilità per aggiornarsi e l’apprendimento di nuove abilità per poter cambiare posizione lavorativa. 

Gli esseri umani, quindi, continueranno a svolgere il ruolo principale, ma in modo diverso, passando da mansioni facilmente rimpiazzabili da macchine a posizioni più strategiche dove, le soft skills elencate tra poco, saranno un requisito fondamentale per lavorare a fianco di altre persone, ma soprattutto a fianco di algoritmi di intelligenza artificiale.

Il vantaggio è che le competenze trasversali difficilmente diventano obsolete, anzi, si evolvono, e se ne possono sviluppare delle altre, ma tutte si aggiungono al bagaglio di competenze che nessuno può toccare, nemmeno l’avanzare della tecnologia.

Quali saranno quelle del futuro da cominciare a sviluppare

Ma quali sono quelle fondamentali per il 2025 e oltre? Secondo il World Economic Forum sono 10, eccole:

  1. Pensiero analitico e innovazione
  2. Apprendimento attivo e continuo
  3. Creatività, originalità e capacità d’iniziativa
  4. Utilizzo della tecnologia, monitoraggio e controllo
  5. Design tecnologico e programmazione
  6. Pensiero critico e analisi
  7. Problem solving avanzato
  8. Leadership e influenza sociale
  9. Resilienza, tolleranza allo stress e flessibilità
  10. Ragionamento e ideazione.

L’aspetto più interessante è andare a verificare quanto tempo bisognerebbe impiegare per cominciare a costruire queste categorie di soft skills, secondo il WEF.

  • People and culture, sales and marketing skills: 1-2 mesi
  • Product development and data and AI skills: 2-3 mesi
  • Cloud computing and engineering skills: 4-5 mesi

Insomma, con queste motivazioni e dati alla mano, non resta che incominciare a coltivare queste future (ma non troppo) soft skills.

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