Skills

Skills. Sentiamo questa parola ovunque, persino i boomer l’hanno inserita nel loro vocabolario di uso comune.

 

Ma sappiamo davvero cosa significa?

the ability to do something well; expertise

In italiano potremmo dire che una skill è l’abilità di saper fare bene qualcosa.
Nel mondo del lavoro i candidati vengono valutati e ricercati per due tipi di abilità: le hard e le soft skills.

 

Work hard

Le hard skills rappresentano le competenze tecniche apprese tramite il nostro percorso di formazione, training programs o libri tecnici. Idealmente potremmo continuare all’infinito a formarci ed ampliare il nostro pacchetto di tecnicismi.
Sono quelle competenze quantificabili, necessarie per poter candidarci come figura professionale, misurabili con il test del QI. Un esempio?
Un informatico avrà nel suo pacchetto di hard skills i linguaggi di programmazione, un dottore sa leggere le cartelle cliniche dei pazienti, un muratore ha la conoscenza dei materiali per costruire case.

 

Go big or go home

Le soft skills sono le nostre competenze trasversali: tutte quelle caratteristiche non tecniche che riguardano il nostro carattere; dal rapportarsi coi colleghi al nostro modo di risolvere i problemi. Gli esperti lo definiscono QE (quoziente emotivo)
Il pacchetto include le abilità interpersonali, le capacità di comunicazione, le capacità di ascolto, la gestione del tempo, l’empatia.
Tutto ciò che non ci viene insegnato a scuola. Anzi, se a scuola eri tra le persone con un voto basso in comportamento o che riceveva continui richiami dai professori, probabilmente hai cominciato a migliorare le tue soft skills fin dai tempi delle scuole medie.
Le competenze trasversali sono particolarmente cruciali nei customer-based jobs: quelle posizioni lavorative in cui si sta a contatto diretto coi clienti.
Occorrono diverse competenze trasversali per essere in grado di ascoltare un cliente e fornire a quel cliente un servizio gentile e disponibile
I responsabili delle assunzioni e i datori di lavoro cercano candidati con competenze trasversali perché le competenze trasversali sono competenze spendibili a livello orizzontale in ogni posizione lavorativa.
Questo rende il candidato, un dipendente molto adattabile. Una sorta di “jolly” nell’organigramma organizzativo aziendale.

TOP 5 SOFT SKILLS

Le 5 soft skills più richieste nel mercato del lavoro:

  • Teamwork: i candidati con forti capacità di lavoro di squadra sono ricercati dai datori di lavoro perché dimostrano leadership, collaborazione e buona comunicazione. Dovresti metterti nel mindset di svolgere la tua mansione nel contesto degli obiettivi più ampi dell’azienda e comunicare i tuoi risultati ad altre persone all’interno dell’organizzazione.
  • Communication: l’abilità di farsi ascoltare e di trasmettere le informazioni in modo efficace. Alla base della comunicazione c’è l’empatia: mettersi nei panni della persona che abbiamo davanti ed ascoltare in modo attivo. Come migliorare? Ascoltando le persone, leggendo tanto ed informandosi.
  • Time management: la gestione del tempo implica sia la gestione del proprio tempo che quello degli altri. Significa lavorare in modo efficiente. Risparmiare tempo fa risparmiare denaro all’organizzazione e aumenta le entrate. Una gestione efficace del tempo richiede che il personale analizzi il proprio carico di lavoro, assegni priorità e mantenga l’attenzione sugli sforzi produttivi.
  • Creative Thinking: è la capacità di considerare qualcosa in un modo nuovo. Potrebbe essere un nuovo approccio a un problema, una soluzione a un conflitto tra dipendenti o un nuovo risultato da un set di dati.
  • Problem Solving: significa risolvere i problemi in modo rapido ed efficace. I dipendenti con queste abilità tendono ad essere autosufficienti. Le capacità di risoluzione dei problemi richiedono l’identificazione rapida del problema e l’implementazione di una soluzione. La risoluzione dei problemi è considerata una soft skill piuttosto che una hard skill appresa attraverso l’istruzione o la formazione. Come migliorare? Familiarizzando con i problemi comuni nel tuo settore, imparando da dipendenti più esperti, chiedendo agli esperti come hanno risolto quel problema, informandosi sulle metodologie più usate come il Design Thinking, la metodologia Lean o Waterfall.

 

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