Decision making: la bussola delle decisioni razionali

Il decision making esamina il processo decisionale e spiega come rendere la scelta più efficiente e razionale.

Il decision making nella vita di tutti i giorni

Nella vita quotidiana si prendono continuamente decisioni – spesso non ce ne rendiamo conto perché inseriamo il pilota automatico – e viviamo nel presente solo quando ci scontriamo con le conseguenze.

 

A posteriori ci rendiamo conto di quanto sia complesso e delicato prendere una decisione. Ma nel momento di decidere, la mente funziona per automatismi. 

 

L’atto di decidere è un comportamento volontario e intenzionale, alla base di un ragionamento, che comporta una scelta tra più alternative, con lo scopo di risolvere un problema

L’iter decisionale è il risultato di processi mentali, cognitivi ed emozionali che determinano la scelta di una linea d’azione, a fronte di diverse alternative. 

 

Ti sei mai chiesto se esistesse una formula magica per decidere in maniera razionale?  Economisti, sociologi, psicologi, si interrogano costantemente su come implementare e migliorare i processi di decision making. 

 

Le 7 fasi del decision making per scelte ottimizzate

 

1. Identificare il problema: chiediti quale sia il problema alla base della decisione che devi prendere. Se ti trovi a dover portare a termine un obiettivo specifico con la tua decisione, rendi l’obiettivo misurabile e preciso

2. Raccogli le informazioni necessarie: informati sulle variabili che influiscono sul problema. Ricorda però di non strafare, una grande mole di informazioni potrebbe mandarti in confusione e andare in overload di informazioni.

3. Identifica le alternative: fai brainstorming, pensa e annota da qualche parte tutte le possibili soluzioni del problema. 

4. Pro e contro: per ogni possibile soluzione ragiona in termini di analisi swot: analizza quindi i punti di forza (strengths), punti di debolezza (weaknesses), opportunità (punti di forza provenienti dall’esterno) e minacce (threats cioè i punti di debolezza provenienti dall’esterno). 

5. Scegli l’alternativa migliore: adesso sei in grado di riconoscere l’alternativa o massimo le due alternative migliori. 

6. Agisci: sviluppa un piano per rendere la tua decisione tangibile e realizzabile.  

7. Valuta la decisione: scegli dopo quanto tempo fermarti ed analizzare con occhio critico le tue azioni. Quanto sono state efficienti le tue scelte? Dove pensi di aver sbagliato? 

 

Hai mai avuto paura di agire perché temi di avere la maledizione delle scelte sbagliate? 

 

Decision making e modelli teorici per scelte ottimizzate

Il decision making esamina il processo decisionale, e per esaminarlo utilizza diversi modelli teorici:

Modello razionale: secondo questo modello le scelte dovrebbero essere razionali e correttamente eseguite. 

La decisione viene presa secondo questo schema:

  • Si pongono in ordine di priorità i valori e gli obiettivi che ne derivano
  • Si conoscono tutti i mezzi disponibili per raggiungere gli obiettivi
  • Si valutano le conseguenze dell’uso dei mezzi disponibili in rapporto agli obiettivi
  • SI calcolano i costi associati a tutte le scelte
  • Si seleziona il mezzo più in grado di massimizzare i benefici e minimizzare i costi.

 

Il modello presuppone che il decisore sia unico oppure che tutti i decisori abbiano indirizzi omogenei.

Il decisore razionale ha le seguenti caratteristiche: conosce i suoi obiettivi, è in grado di ordinarli in base alle sue priorità, conosce tutte le possibili alternative di soluzione è in grado di misurare i costi e benefici associati a ciascuna delle scelte disponibili, sceglie l’alternativa migliore massimizzando i costi ed i benefici. 

Tale modello è irrealizzabile ma descrive come vorremmo che le decisioni venissero prese.

Il nostro sentimento di costante insoddisfazione deriva dal fatto che le aspettative nei confronti di noi stessi sono troppo alte e irrealizzabili.

 

Modello a razionalità limitata: Questo modello include i limiti cognitivi del decisore e la mancanza di tutte le conoscenze necessarie per fare la scelta migliore. Propone di fermare il processo di scelta alla prima che appare soddisfacente, non si punta più a scegliere quella ottimale. Le scelte possono essere state basate su informazioni incomplete o errate. Non possiamo pensare che le nostre azioni siano razionali in senso assoluto – razionali in relazione ad un obiettivo. Dobbiamo fare i conti con la complessità, non pensare di eliminarla. 

 

Modello incrementale: i valori, gli obiettivi e gli strumenti di azione sono intrecciati tra di loro e possono andare in contrasto. Otteniamo  una decisione che si stacca poco dalla situazione di partenza, ed è quindi incrementale. Un cambiamento radicale richiede molto sforzo da parte del decisore, per fattori cognitivi come la paura dell’ignoto oppure la reticenza al cambiamento. 

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