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15 Luglio 2021 | 3 min

Fare personal branding può realmente dare una svolta alla tua carriera

Come comunicare la propria professionalità per migliorare o avviare la carriera.

“Oh no, ecco un altro termine inglese per dire chissà che cosa”. So a cosa stai pensando, ma ti assicuro che non è nulla di complesso, anzi.

Con il termine personal branding si intende quell’insieme di strategie messe in atto per promuovere sé stessi nel mondo del lavoro, le proprie competenze ed esperienze, come se la propria figura professionale fosse un marchio, un brand appunto. È come portare avanti una sorta di marketing personale dove si mette in buona luce e si fa risaltare ciò che di meglio si ha da offrire al mercato. In altre parole, è la costruzione di una reputazione professionale e come tale non è una meta precisa, bensì un processo.

Può sembrare un concetto molto nuovo, ma di fatto, così non è. Il primo a seguire questa pratica è stato niente meno che Leonardo da Vinci nel lontano 1400. In una famosa lettera (fruibile online) indirizzata agli Sforza, prima di arrivare a Milano, il genio rinascimentale si presenta a Ludovico il Moro risaltando le proprie competenze, interessi, opere già compiute, ma soprattutto, spiegando il vero valore che potrebbe portare alla Casata.

L’arte di saper comunicare al meglio la propria professionalità non è dunque un concetto nuovo, ma l’utilizzo sistematico e diffuso di questa pratica è esploso in questi ultimi anni, dovuto a diversi fattori: il cambiamento nel mercato del lavoro, l’emergere di nuove figure di professionisti del digitale e una progressiva scomparsa del mito del posto fisso e della stabilità del lavoro dipendente verso forme di lavoro autonome.

Serve davvero fare personal branding?

La domanda che può sorgere spontanea è: “perché dovrei interessarmene?” Forse l’hai già intuito, qui ti do qualche buon motivo del perché dovresti iniziare da subito.

Lo scopo del marketing è far sì che le persone comprino, comunicando al meglio il servizio o prodotto. Allo stesso modo, l’obiettivo di una persona nel mondo del lavoro è quello di farsi assumere e magari ricoprire una posizione che la soddisfa e anche ben pagata, in altre parole: riuscire a vendere la propria professionalità al miglior acquirente. Le strategie, dunque, non possono essere molto lontane da quelle del marketing tradizionale.

  • Permette di andare oltre il tradizionale curriculum grazie ad una strategia più proattiva che permette di mostrare il proprio valore e farsi notare dalle aziende.
  • Permette di meglio posizionare sé stessi sul mercato come esperti o competenti del settore.
  • Aumenta reputazione e credibilità, come direbbe Jeff Bezos: “il personal branding è quello che la gente dice di te una volta che sei uscito dalla stanza”.
  • Permette di distinguersi dagli altri in un mercato del lavoro sempre più competitivo.
  • Creare un’identità online, ormai il primo luogo dove le persone, tra cui i recruiter, cercano per saperne di più di qualcuno.

Come farlo, da dove iniziare e quale potrebbe essere una strategia efficace

Forse, arrivati a questo punto, ti ho convinto del fatto che vale la pena interessarsi, ora ti do delle indicazioni su come iniziare e, perché no, proseguire.

Prima ancora di poter comunicare te stesso agli altri, devi “conoscere te stesso” ponendoti alcune domande e a dando loro una risposta:

  • Quali sono i tuoi punti di forza, le tue passioni e i tuoi valori? Punti che spesso vengono tralasciati da un CV tradizionale ma che sono di fondamentale importanza.
  • Cosa ti rende unico e quali sono i tuoi obiettivi professionali? In altre parole, come potresti distinguerti e qual è la tua vision, ovvero l’obiettivo a lungo termine.
  • A chi ti vuoi rivolgere? Identificare il target a cui comunicare, in quanto può variare lo stile della comunicazione stessa.
  • Quanto tempo hai a disposizione? Perché da questa informazione puoi iniziare ad utilizzare alcuni canali piuttosto che altri.

Queste domande sono il succo di quello che può emergere dall’analisi fatta con diversi strumenti disponibili online, i quali permettono un maggior approfondimento, consigliato se hai tempo da investire. Rispondendo a queste domande, si completa la prima fase, ovvero, il posizionamento: la collocazione del brand nel mercato

Successivamente, rispondendo alla seconda e terza domanda, hai cominciato ad individuare il tuo vantaggio specifico da offrire, una sorta di unique value proposition, e il target di riferimento.

Dopo aver compreso meglio te stesso puoi cominciare a ragionare di personal branding e sin da subito c’è qualcosa dal quale non puoi prescindere: la creazione di contenuti. Pensare ai contenuti da condividere per fare personal branding significa pianificare una strategia di content marketing. Se sei una di quelle persone che online si limita a sfogliare passivamente il feed, senza mai sognarsi di creare contenuti, devi sapere che è fondamentale che cambi il tuo mindset da consumatore a creatore, perché in qualche modo, dovrai “sfornare” contenuti di valore (quindi utili e interessanti per le persone che leggono).

Devo creare contenuti, ma cosa scrivo?

Vorrei darti la formula magica anche in questo caso, ma mi tocca dire: dipende. Dipende se sei uno studente (com’è probabile che sia se arrivi dal blog di Steps) oppure un lavoratore anche senior.

  • Se sei uno studente hai mille possibilità davanti: puoi parlare di quello che stai studiando e di cosa ti appassiona, corsi extra che segui e certificazioni che ottieni, gli incontri di networking che fai con ragazzi della tua età, puoi commentare e condividere libri, articoli e newsletter che hai letto, così come video e podcast che hai visto/ascoltato. Puoi raccontare le iniziative che intraprendi e quale valore ti portano, ma anche le prime esperienze lavorative, di stage o di Erasmus. Il vantaggio più grande? Puoi essere molto trasversale perché sei giovane e in fase di esplorazione quindi non ci si aspetta da te (perlomeno non ancora) una carriera ultra-specialistica.
  • Se invece sei un lavoratore (sia dipendente che imprenditore di qualsiasi settore) ci si aspetta che tu sia un po’ più verticale parlando del tuo ambito, la tua azienda, le specifiche del tuo impiego. Tuttavia, non ti devi preoccupare anche nel tuo caso ci sono tanti argomenti interessanti da affrontare. Questo articolo dedicato ti dà una descrizione più accurata.

Cosa non è il personal branding, errori da non fare

Siamo giunti alla fine e mi sembra doveroso toccare un tema altrettanto importante e delicato: sbagliare a comprendere cos’è il personal branding. Questa pratica non è assolutamente assimilabile alla mera auto promozione che può addirittura sfociare nella menzogna, è proprio il contrario. Il personal branding è l’essenza di comunicare efficacemente, la propria professionalità risaltando solo ed esclusivamente la verità riguardo noi stessi, mentire non dovrebbe essere nemmeno un’opzione contemplabile. E no, non è nemmeno il solo vantarsi di sé e dei risultati raggiunti, poiché, se fatto correttamente, valorizza il reale (se hai preso una certificazione in maniera corretta, perché non renderlo noto a chi ti può assumere, così saprà che, hai quelle competenze utili anche per loro?). Significa inoltre portare valore agli altri tramite contenuti sensati e interessanti che possono scaturire dalla tua expertise o approfondimento sull’argomento (un’occasione in più per imparare).

Ecco gli errori da non commettere:

  • Aspettare che tutto sia perfetto per iniziare (spoiler: non esisterà mai il momento perfetto).
  • Sbagliare posizionamento e scelta dei canali.
  • Non pensare al futuro perdendo di vista il perché lo fai.
  • Raccontare solo ciò che fai omettendo i risultati (utilizza metodo STAR).
  • Non aggiornare mai i profili social/canali con cui comunichi.
  • Dimenticare la tua strategia e quindi omologarti.

Ed eccoci finalmente alla fine, direi che hai abbastanza materiale per metterti al lavoro, ricorda però la cosa più importante: i risultati non si possono vedere dall’oggi al domani, il processo è lungo e il personal branding non si esaurisce con un singolo post (con una sola pubblicazione ce l’ha fatta solo Leonardo, ma non tutti possiamo essere come lui). Quindi inizia oggi e sii costante, i risultati, o meglio, le offerte di lavoro e le partnership arriveranno con il tempo.

Per altri articoli di questo tipo e consigli sul mondo del lavoro, puoi fare un salto su Steps, il luogo digitale in cui le Aziende creano Vivai di Talenti.

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